SE RISPARMI SULLA QUALITÀ PAGHI DI PIÙ

Si tratta di un principio contro intuitivo, ma che ha delle ricadute enormi sulla tua azienda. La domanda da porsi quindi è questa.

Come ridurre i costi del personale?

 

Considera questo presupposto fondamentale: “Meglio un posto di lavoro scoperto che tenuto da una persona incompetente o non all’altezza”.

Almeno sai che è scoperto e che dovrai assumere qualcuno. Ma se la persona preposta è totalmente svogliata o inadatta?

In quel caso ti dai la zappa sui piedi da solo, perché il lavoro o verrà fatto male o non verrà eseguito affatto. Hai già vissuto questa situazione?

Lascia che ti mostri le drammatiche conseguenze della non qualità. Nel breve periodo:

  • Il lavoro svolto male o non concluso viene “sbolognato” ai colleghi;
  • Il clima si fa teso e lo stress cresce vertiginosamente, rallentando la produttività generale.

Nel medio-lungo periodo:

  • Si avvierà una spirale infinita di problemi che ti tormenteranno ogni giorno;
  • I costi sostenuti dalla tua azienda aumenteranno esponenzialmente;
  • Molti dei tuoi collaboratori ti abbandoneranno perché la situazione è insostenibile.

C’è forse bisogno di continuare?

Immagina se nella tua azienda non ci fosse solo una persona sbagliata, ma 2 o 3 o più!!

Capisci perché “risparmiare” sulle risorse umane ti farà sprecare decine o centinaia di migliaia di euro più tardi? Questa è di fatto la scelta è la peggiore per ridurre i costi del personale.

In generale, gli imprenditori un po’ sprovveduti fanno così:

  1. Avviano una campagna di ricerca del personale sperando non duri e non costi tanto;
  2. Si accontentano del primo candidato più o meno competente che trovano, andando a risparmiare subito qualche soldino (e sono felici per questo!);
  3. Dopo qualche mese si accorgono che la nuova risorsa continua a creare casini e a non performare come dovrebbe (vedi sopra);
  4. Quando è ormai troppo tardi capiscono di aver fato un errore e tentano di licenziarla, avviando una nuova ricerca del personale.

Secondo te, a questo punto, avranno imparato la lezione? Neanche per sogno!

Gli imprenditori sprovveduti continueranno con questo metodo inefficace, SPERANDO prima o poi di trovare il giusto candidato. Sembra assurdo, eppure molte aziende procedono in questo modo.

[QUIZ TIME]

Come mai tanti imprenditori, anche di fronte alle batoste che prendono, non migliorano il loro metodo di selezione?

Prima abbiamo detto che ciò è dovuto, in parte, all’immediato risparmio che ne deriva. Ma c’è di più. Ora ti faccio una domanda, pensaci bene prima di rispondere.

Nella tua azienda, si assume in base alle competenze o alle attitudini del candidato?

Qui, caro amico imprenditore, c’è un abisso enorme fra le imprese mediocri e quelle che hanno successo.
Eh ma non posso mica assumere qualcuno che non è capace a svolgere quella funzione”. Vero, almeno in parte.

  1. Per alcune funzioni la formazione è talmente rapida che le competenze possono passare in secondo piano (pensa al lavoro di cameriere, ad esempio);
  2. Per i ruoli più delicati o tecnici si tratta semplicemente di verificare i cosiddetti requisiti minimi.

Vediamo subito di cosa si tratta. Noi di OSM abbiamo sviluppato negli anni un processo di selezione del personale che si compone essenzialmente di 6 step.

[N.B: questa è un’esemplificazione estrema]

  • Pubblicazione dell’annuncio e ricezione delle candidature;
  • Verifica dell’esistenza dei requisiti minimi come età, titolo di studio, anni di esperienza;
  • Interviste di pre-screening: scartiamo i candidati che hanno mentito sui requisiti minimi e quelli con gravi lacune personali;
  • Analisi attitudinale per capire i punti di forza e le aree di miglioramento del candidato;
  • Scelta della persona da inserire, effettuata soprattutto sulla base delle caratteristiche personali;
  • Inserimento e formazione.

Come puoi notare, le qualità umane del candidato vengono prima della sua competenza.

Grazie a questo processo di selezione OSM riduce i costi della non qualità del personale del 70%!

Non è magia, ma un semplice cambio di prospettiva. Se ti focalizzi sulle skills invece che sulle potenzialità, farai la fine di quegli imprenditori sprovveduti che vengono sommersi da problemi e costi inimmaginabili.

Il segreto del nostro successo è proprio questo. Puntiamo sulle caratteristiche personali delle persone, e poi le portiamo ad avere maggiori competenze.

Hai mai provato a far cambiare attitudine a un collaboratore? Ci sei riuscito per davvero? A fronte di quanto tempo e stress? E con quali risultati?

Far cambiare le persone è probabilmente la cosa più difficile dell’universo.

Quindi è decisamente meglio valutare qualcuno in base alle caratteristiche umane di cui abbiamo bisogno, e poi pensare alla formazione. Non trovi?

Riassumendo:

  1. Impieghi molto più tempo, a patto che tu ci riesca, a modificare le attitudini di un collaboratore piuttosto che a “insegnargli il mestiere”;
  2. Una volta inserita, la persona si comporterà come ti aspettavi e non ti creerà casini;
  3. Non dovrai più starle dietro perché non fa il suo lavoro o lo fa male;
  4. Anche gli altri collaboratori ne beneficeranno, potendo continuare a svolgere i loro compiti;
  5. Non dovrai ricominciare tutto da capo e cercare qualcun altro;
  6. Risparmierai un sacco di tempo e denaro ed eviterai tanti problemi e situazioni stressanti.

I vantaggi sono evidenti.

P.S.: come hai scelto fin’ora le persone della tua azienda? In funzione delle loro competenze o delle loro attitudini?

Qui c’è tutta la differenza del mondo: la prima opzione non solo ti impedisce di ridurre i costi del personale, ma li fa crescere esponenzialmente.

 

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