Quando ho iniziato la mia attività, ho capito quanto fossi spaventato da un sacco di cose. Promuovere me stesso, chiedere soldi, parlare in pubblico… mi spaventava tutto; perché non l’avevo mai fatto prima e perché avevo paura che avrei potuto fallire.
La paura di fallire. La paura di sbagliare. La paura di perdere tutto. Nel mondo degli affari, così come nella vita, la lista delle paure potrebbe essere davvero molto lunga.

La paura viene sempre vista come qualcosa di negativo, come qualcosa da evitare a tutti i costi. Eppure, tutto ciò che vogliamo esiste al di là delle nostre paure.
“No pain, no gain” dicono gli Americani, ovvero “Niente dolore, niente ricompensa”. Pensaci: non esiste sogno che non richieda una grande impresa, un grande sforzo, un grande sacrificio. Dobbiamo affrontare le nostre paure a testa alta, perché questo è esattamente il modo di emergere: migliori, più forti, più audaci.

Come quando da bambini avevamo paura di scendere nel seminterrato: buio e nero come la pece. Eravamo sicuri che ad attenderci ci sarebbero stati mostri terribili, vampiri, lupi mannari.
Ed è la stessa cosa adesso quando prospettiamo all’orizzonte clienti insoddisfatti, concorrenza sleale, insoluti.

Quello che dobbiamo capire è che quegli occhi, quella creature nel buio in realtà siamo noi. Sono i nostri pensieri auto-limitanti.
Come professionisti, spesso, siamo i più grandi critici di noi stessi, implacabili e spietati nella valutazione dei nostri fallimenti. Come gli occhi nel buio, quei pensieri ci seguono ovunque perché sono nella nostra testa e non possiamo sfuggir loro.

Uno dei sintomi più comuni di questa mancanza di auto-perdono ed eccesso di autocritica è la voglia di bloccare i propri affari. Sì, avete sentito bene. Ho incontrato tantissimi imprenditori e manager aziendali che avevano così tanta “paura del buio”, così tanto timore di quello che sarebbe potuto succedere, così tanta angoscia di poter sbagliare, da rimanere immobili.

Il timore in realtà è buon segnale, ci fa capire che siamo sulla strada giusta. La paura si manifesta sotto forma di ansia e apprensione e spesso ci impedisce di agire. Procrastiniamo e rimandiamo le cose importanti da fare perché la paura ci paralizza.

Ma è solo quando rimanere fermi diventa troppo doloroso che scatta qualcosa. La soglia del dolore è troppo alta e siamo spinti a muoverci. Ma prima di questo punto di non ritorno stavamo aspettando che arrivasse il momento giusto. Quel momento non è mai arrivato. Ma abbiamo provato paura e ci siamo spinti oltre quel limite. Abbiamo dovuto agire nonostante non fossimo pronti.

“Il coraggio è resistenza alla paura e dominio della paura, ma non assenza di paura”
Mark Twain

Alcuni anni fa ho partecipato al discorso del CEO di una grande società. Parlando in una stanza piena di investitori ci disse che anche lui si svegliava nel pieno della notte. Paura? Timore? O forse meglio dire eccitazione. Nonostante fosse a capo di una multinazionale con sedi in tutto il mondo aveva ancora paura. Tutti hanno paura. Anche chi il successo l’ha già ampiamente raggiunto.

La paura non è una brutta cosa. La paura ci mantiene affamati e, al contempo, umili. La paura è uno stimolo costante per dare il meglio di noi. La paura ci ricorda che siamo mortali, che nulla è garantito e che la compiacenza e l’ego, negli affari come nella vita, possono essere un peccato mortale.

La paura può paralizzare o motivare, iniettarci adrenalina o portarci alla letargia. A mio parere è un passo necessario per muoversi e prendere rischi.
La paura spinge ad affrontare quello che c’è dall’altra parte. Affrontare la paura può portare grandi vantaggi. Dobbiamo invertire la nostra percezione della paura e muoverci proprio in questa direzione.

Dobbiamo affrontare la paura come se fosse un amico: un amico che possiamo vedere solo di sfuggita, solo per un caffè. Un amico che ci permette di sapere se siamo sulla buona strada e che ci rassicuri sul fatto che stiamo camminando nella direzione giusta offrendoci orientamento e prospettiva.

Superare paura del fallimento è un processo graduale. Man mano che ci avviciniamo al nostro “amico” sentiamo degli effetti a livello viscerale. E’ inevitabile.
Ma man mano che incominciamo ad affrontare le cose a testa alta ci accorgiamo di aver sovrastimato le nostre paure e che forse, tutto sommato, non sono tanto male come ce le eravamo immaginate. E allora la paura diventa sopportabile, perde il suo valore e incomincia a far strada ad altre sensazioni.

Dietro ogni paura che hai c’è la persona che vuoi diventare. La paura nasce da noi. Non esiste. Tu l’hai creata. Tu puoi distruggerla ed essere ciò che vuoi diventare.

Essere un imprenditore è una sfida: ci vuole coraggio, passione, attenzione, capacità manageriale. All’inizio molte di queste cose ti mancano e hai solamente la paura, poi via via le sviluppi e capisci come funzionano. Allora la paura scompare e ti rimane solo l’eccitazione.

“Limits like fears are often just an illusion” – I limiti, così come le paure, spesso sono solo un illusione.

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Paolo Ruggeri

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