Con il termine “strategia” intendiamo un comportamento di lungo termine, una direzione verso cui si cerca di focalizzare tutte le azioni che si mettono in campo. La strategia imprenditoriale moderna per quel che concerne le risorse umane deve comporsi di due passi ben definiti:

1) GESTIRE AL MEGLIO LE RISORSE UMANE ESISTENTI MENTRE SI INSERISCONO NEL GRUPPO PERSONE DAL POTENZIALE PIÙ ELEVATO

“Gestire al meglio le risorse umane esistenti” significa che dobbiamo imparare a metterci in discussione, a guardare maggiormente i lati positivi dei collaboratori che gestiamo, a coinvolgere e motivare le persone.

Significa anche imparare a fare coaching, organizzare dei corsi di formazione per i collaboratori, creare piani di crescita e di incentivazione economica. Tutte queste azioni ti faranno ottenere miglioramenti della produttività delle persone che già hai in azienda.

“Mentre si inseriscono nel gruppo persone dal potenziale più elevato”, detta in modo brutale, significa che, se ti limiti solamente a cercare di gestire meglio e far crescere le persone che hai oggi in azienda, fallirai.

Per quanto possa sembrare controintuitivo, cioè contrario alla logica, un’azienda che abbia zero turnover di personale (e quindi zero innesti di nuove persone) tende ad invecchiare, a stagnare e, dopo un po’ comincia a perdere colpi.
Zero turnover in azienda = presto ci sarà contrazione.

Quindi dopo che hai sposato la causatività, dopo che hai cominciato a sorprendere le persone mentre fanno qualcosa di giusto, dopo che hai lanciato le riunioni e il coinvolgimento, devi anche mettere in moto delle attività di ricerca ed inserimento di nuove persone, persone dal potenziale più elevato di quelle che hai ora.

2) INVERTIRE LA STRATEGIA

Alcuni imprenditori, quando si rendono conto di avere una scena delle risorse interne piuttosto deperita, ci propongono qualcosa del tipo:

“Ok, facciamo così: Voi cominciate a procurarci delle persone migliori. Non appena abbiamo qualcuno di qualità un po’ più elevata vi promettiamo che inizieremo a impegnarci per gestire meglio anche quelli che abbiamo già”.

Non funziona in questo modo. Non è possibile invertire la strategia. Le persone migliori se ne stanno alla larga da aziende o imprenditori che non si impegnano per gestire bene il personale che già hanno.

Dopo che avrà portato diverse delle risorse esistenti ad una migliore produttività grazie alla causatività, alla motivazione e a un miglior lavoro di programmazione, l’imprenditore sarà pronto a innestare la marcia successiva: inserire risorse umane di qualità più elevata.

“Ok, ma ho i costi del personale già troppo elevati. Non posso inserire nessun altro adesso!”

Ma se l’azienda non sta andando come speri, potranno mai cambiare le cose se continui a persistere con le stesse persone?

Inserire persone nuove ringiovanisce l’azienda, rivitalizza l’imprenditore e mette in moto in azienda quello che noi chiamiamo l’effetto centrifuga. Si innesca in maniera spontanea una sorta di selezione naturale: i più abili, produttivi e reattivi al cambiamento sopravvivono, gli altri non riescono o non vogliono adattarsi al cambiamento e di conseguenza frequentemente lasciano l’azienda.

Questo meccanismo è particolarmente potente perché è il gruppo stesso che lo attiva, senza l’intervento diretto dell’imprenditore. Ciò avviene perché le persone positive e volenterose che lavorano in azienda cominciano a diventare insofferenti nei confronti di chi rallenta il ritmo, di chi “mette i bastoni tra le ruote” o in qualche modo frena le iniziative, portando problemi, diffondendo malumore e criticismo, adottando la linea del “è difficile, non si può fare”.

Grazie alla nostra esperienza di consulenza in azienda, abbiamo osservato questo meccanismo all’opera in decine di casi. Il miglioramento progressivo della qualità dei membri del gruppo genera un “auto esilio” dei collaboratori meno produttivi o più problematici.

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