Ogni imprenditore ha davanti a sé due grandi vie per gestire la sua azienda. La prima è quella autocratica (dal greco autos=di sé stesso e kratos=potere, ovvero il potere di uno solo), dove questi non delega a nessuno neppure la più piccola competenza o funzione.

In questa situazione l’imprenditore è immerso in un lavoro massacrante, che lo tiene impegnato h24, che lo stressa ed esaurisce, mentre si rivolge verso i problemi esterni (il mercato, le tasse, la concorrenza) ma anche interni (dipendenti incapaci, inefficienti, infedeli o presunti tali).

Dall’altro lato sta la via più raffinata ed efficiente: la delega. Qui l’imprenditore tende a vedere le persone che lavorano con lui più come dei collaboratori o alleati piuttosto che come meri dipendenti. Un dipendente, il più della volte, deve solo svolgere alcune mansioni predefinite e non può apportare modifiche di sorta; in azienda il suo apporto risulta meccanico e ripetitivo, cosa che alla lunga lo spegne. Come conseguenza di ciò, sul lungo termine questi diventerà, patologicamente, sempre più improduttivo.

L’imprenditore che adotta la delega e la responsabilizzazione del suo personale ha ben chiaro questo schema di causa-effetto e lo previene non permettendo che si crei il classico rapporto di dipendenza.

Ma, come si può fare nella pratica? Nella gestione risorse umane?

ASCOLTO

L’ascolto è fondamentale. Chiedere cosa pensano dell’azienda i propri collaboratori ha due effetti positivi: per prima cosa si sentiranno importanti e, come seconda, potrebbero far notare all’imprenditore ambiti di miglioramento o soluzioni a cui non aveva pensato.

MOTIVAZIONE

La motivazione, come conseguenza del maggior coinvolgimento nella vita della azienda, è una potente arma nelle mani dell’imprenditore. Il denaro è un incentivo troppo limitante e con eccessive controindicazioni (si rischia di far coincidere tutto l’interesse del personale nella solo busta paga a fine mese), mentre il mostrare un obiettivo ambizioso e spronare tutti i collaboratori a raggiungerlo è molto più appagante e soprattutto determinante. Persone motivate da qualcosa di elevato saranno più propense a fare sacrifici e sforzi rispetto a coloro che sono mossi solo da tornaconti economici.

SPIRITO DI APPARTENENZA

Lo spirito di corpo nasce nel contesto dell’etica militare. Il senso di appartenenza ad un gruppo, il condividere assieme un’idea o un obiettivo, di avere delle persone intorno di cui fidarsi sono la naturale conseguenza delle azioni poste in essere con i primi due punti che abbiamo elencato.
Possiamo dire che è la fase finale da raggiungere in azienda, quella che porterà a risultati veramente eccezionali.

Oltre all’ascolto, al coinvolgimento e alla motivazione, qua l’imprenditore deve inserire un ultimo tassello: una grande meta ambiziosa.

Solo con una grande meta, che garantisca vantaggi e soddisfazioni e tutti coloro che hanno collaborato a raggiungerla, si potrà fare il vero e proprio salto di qualità.

Elabora una strategia che amalgami sapientemente questi tre elementi per creare un collettivo vincente, una grande squadra. Da soli si rischia la sconfitta, ma con le persone giuste si può creare una macchina da guerra che spianerà la strada verso il successo.

Far crescere la tua azienda passa per la scelta delle persone giuste. Noi abbiamo la soluzione per te, CONTATTACI.

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