Aziende made in Italy: storie di un grande successo

Aziende made in Italy: storie di un grande successo

Aziende made in Italy

Il made in Italy è famoso in tutto il mondo in una grande varietà di prodotti che vanno dall’alimentare al design, dalla meccanica alla moda. Che cosa ha ci ha contraddistinto veramente nel secolo scorso, permettendoci di passare da un mondo agricolo e arretrato fino ad essere membro del G8, che raduna gli otto paesi più industrializzati della terra?

Il modo migliore per capirlo è vedere direttamente quali sono le azioni vincenti che hanno permesso ad alcune di loro di affermarsi sul mercato nazionale e in quelli internazionali.

OLIVETTI

Chi può dimenticare la mitica Olivetti che, seguendo le idee visionarie di Adriano Olivetti, caratterizzate da un misto di cultura umanistica e tecnica ingegneristica, ha dettato le regole di forma e funzionalità di tanti prodotti?
Il suo successo fu dovuto all’impegno diretto verso la tecnologia d’avanguardia, l’innovazione continua, l’estetica industriale, la sensibilità verso i problemi del lavoro e dell’impatto industriale sul territorio e l’apertura ai mercati internazionali. Tra i risultati più grandi, la produzione della storica Olivetti Lettera 22 nel 1950 e dell’Elea 9003, primo computer commerciale totalmente a transistor del mondo, nel 1957.

FERRERO

La Ferrero, nata nel 1942 in pieno tempo di guerra, creò la sua crema di nocciole proprio perché erano maggiormente disponibili e a basso costo in quel periodo di razionamenti e austerità.
La passione era così forte nel fondatore Pietro Ferrero che di notte svegliava la moglie per provare i nuovi impasti e creme.
Dagli anni 50’ e 60’ si espanse nel mondo, con prodotti come i Mon Cherì e la Nutella, oltre che con la creazione della linea Kinder Cioccolato, ed infine fu pioniera della pubblicità in televisione negli anni ’70 e ancora oggi rimane l’azienda italiana di maggior successo al mondo.

FIAT

La Fiat, fondata da una trentina di notabili e aristocratici piemontesi con la passione per i motori nel lontano 1899, fu all’avanguardia nella ricezione delle innovazioni d’oltreoceano come la linea di montaggio e la produzione di massa.
Nel 1923 la nuova fabbrica Lingotto fu la più grande d’Europa e divenne modello per diverse succursali sparse nel mondo. Nel 1939 venne inaugurato l’altro grande centro industriale di Mirafiori, che ha permesso la creazione di macchine simbolo del miracolo economico italiano post bellico.
Alcuni dei più famosi modelli (Fiat 600, Fiat 500, Panda e la Uno) hanno affermato il primato della penisola con le utilitarie su scala mondiale e il successo della società fino agli anni ’90.

ARMANI

Anche chi non è esperto di moda, in Italia e nel mondo, conosce il nome di Giorgio Armani. Definito dagli inglesi come “King George”, a riconoscimento della superiorità indiscussa e del valore senza tempo dei suoi modelli, è uno degli uomini che ha maggiormente creato il mito del made in Italy, oltre che la fama di Milano come centro della moda.
Sinonimo di eleganza e di italianità, il suo è un regno che dura fin dal 1975, quando fondò il suo marchio.
Raggiunto il successo internazionale con le star di Hollywood tra la fine degli anni ’70 e ’80 che gli valsero la copertina del “Time”, Armani ha poi sviluppato continuamente nuove linee (anche economy come Emporio Armani) e collaborazioni con giganti come la francese L’Oréal.
Ora il suo nome è  legato perfino ad hotel di lusso a Dubai e a Milano, a ristoranti di tendenza e ad eventi mondani in città come Tokyo e Mosca.

BARILLA

La Barilla si è affermata, passando da un piccolo forno a conduzione familiare ad un’azienda con filiali negli Stati Uniti grazie ad una strategia basata sull’utilizzo e lo sviluppo di moderni macchinari industriali (come l’impastatrice continua per automatizzare la produzione di pasta) e ad innovative tecniche di merchandising e marketing.
Il marchio venne disegnato fin dal 1910 da uno scultore, gettando le basi del brand, mentre la pubblicità assunse dimensioni e raffinatezza tali da far vincere all’azienda la Palma d’Oro per la pubblicità nel 1952. Con le più moderne campagne relative alla “Mulino Bianco” ed al motto “Dove c’è Barilla, c’è casa”, questo modello di sviluppo ha raggiunto il suo acme, contribuendo alla fama dei prodotti tradizionali italiani dappertutto.

Questi che abbiamo visto sono solo alcuni dei più brillanti successi dell’imprenditoria italiana a riprova che, dove ci sta creatività, innovazione ed un sogno ambizioso, si possono raggiungere risultati straordinari anche in un paese che non aveva né una lunga tradizione industriale, né grandi riserve di materie prime.
Quello che è stato può ancora tornare ad esserlo, se ci staranno nuovi e coraggiosi imprenditori pronti a crederlo.

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