Aziende di successo – Lamborghini, il sognatore del lusso ad alta velocità

Aziende di successo – Lamborghini, il sognatore del lusso ad alta velocità

Aziende di successo

Lamborghini, sarai anche capace di guidare un trattore ma non saprai mai come portare una Ferrari

Leggenda narra che fu questa frase a spingere Ferruccio Lamborghini, imprenditore cinquantenne di Renazzo con la passione dei motori, a creare la sua prima automobile sportiva. Erano i primi anni sessanta e Lamborghini, figlio di agricoltori che si era fatto da sé, con un’azienda di trattori leader del settore e altre attività di successo nella produzione di bruciatori a nafta e condizionatori, poteva dirsi arrivato.

Fin da giovane aveva avuto la passione per le macchine belle e veloci, e ora poteva permettersi un parco macchine di tutto rispetto: Alfa Romeo, Lancia, Mercedes, Maserati, Jaguar. Ma le sue preferite erano le auto prodotte a Maranello da Enzo Ferrari.

Ferruccio Lamborghini era un ottimo cliente per la scuderia del cavallino rampante, ma allo stesso tempo problematico. Amante della velocità e del limite, spingeva al massimo le capacità dei motori e spesso aveva problemi alla frizione. Dopo diverse costose riparazioni – e altrettante lamentele rivolte al patron Ferrari – si racconta che quest’ultimo, esasperato, gli disse la frase sopracitata.

Lamborghini venne punto sul vivo e decise, seduta stante, che anche lui avrebbe prodotto delle macchine sportive come il suo amico Enzo Ferrari. In più voleva combinare alla velocità anche la resistenza, il comfort e il ‘non plus ultra’ dell’eleganza.

Molti dei suoi conoscenti, quando per la prima volta parlò loro della sua idea di creare una vera e propria linea di auto di lusso sportive, gli chiesero se era per caso impazzito. Lui produceva trattori, era bravo con quelli e non doveva buttarsi su di un settore di nicchia dove esistevano già dei marchi più che affermati e molto agguerriti. In Italia vi erano sia l’Alfa Romeo che la già leggendaria Ferrari, come poteva sperare di scalzarle?

Nonostante l’opposizione di tutti decise di partire e, già nel 1962 al Salone dell’Automobile di Torino, debuttava con la Lamborghini 350GT. Solo due anni dopo la consacrazione con la creazione della Miura, chiamata così in onore di un famoso addestratore di tori da combattimento delle corride spagnole.

La strategia vincente della casa Lamborghini fu di creare macchine con motori potenti e resistenti, ma allo stesso tempo dove fosse data altrettanta attenzione alla cura di un design innovativo e ultramoderno sia per la carrozzeria esterna, sia per gli interni di lusso.

Per fare questo Lamborghini faceva il giro delle migliori fabbriche, aziende, istituti tecnici e artistici, scovava le persone migliori in quei campi e letteralmente li “soffiava” via offrendo loro stipendi maggiori, possibilità di carriera, ma soprattutto piena libertà di sbizzarrirsi con le loro idee più rivoluzionarie e innovative.
In questo modo poté mettere in piedi dal nulla, in appena un anno, una fabbrica che avrà una storia di successo che prosegue ancora oggi.

Il nuovo impianto era una struttura molto razionale, senza pari all’epoca in questo settore: il grande capannone centrale, luminosissimo, era strettamente attaccato alla palazzina degli uffici, in maniera che i dirigenti avessero costantemente sotto controllo la situazione della produzione. Questo era particolarmente gradito proprio a Lamborghini, che non si poneva troppi scrupoli a lavorare personalmente sulle automobili quando gli sembrava che qualcosa non fosse fatto come avrebbe voluto.

Dal connubio dell’ardente passione dilettantesca del titolare e dell’altissima specializzazione dei suoi tecnici, designer e manager vennero fuori i modelli che hanno ridisegnato l’epoca delle auto sportive dell’epoca, come la già citata Miura, la Countach, la Diablo, la Murcielago e, da ultima, l’Aventador.

Quando una volta ebbe a descrivere l’idea delle sue automobili, Ferruccio Lamborghini disse, con un po’ di orgoglio: “La storia di Lamborghini è presto detta: gli altri erano inferiori”.
Il segreto del vero successo che ci insegna Ferruccio Lamborghini è quindi quello di aver sempre il coraggio di osare, di inseguire le nostre passioni e sogni, anche i più folli.

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